Frullatori a immersione, in quali pietanze danno il meglio

In cosa eccellono i moderni frullatori a immersione o minipimer? In quali pietanze danno il meglio? E a chi si rivolgono? Premesso che non c’è una distinzione di palati, nel senso che la bontà di ogni pietanza, dolce o salata che sia, non ha ‘etichette’ o steccati, va detto che alcuni alimenti base che si possono preparare con questi mini-elettrodomestici che ormai hanno quasi del tutto soppiantato i tradizionali blender possono essere consumati con maggior digeribilità e anche apprezzamento di gusto dai bambini e dagli anziani. I primi possono trovare nei preparati base dei minipimer degli ottimi frullati di frutta o omogeneizzati a base di carne, pesce o altri ingredienti.

Non è un segreto che i moderni frullatori a immersione sono l’ideale per preparati prima infanzia, in particolare composti cremosi e digeribili, ma anche le prime verdure e molto altro, mentre chi è in là con gli anni potrà gustarsi al meglio delle ottime zuppe o vellutate, che sono fra i pezzi forti di ogni mixer che si rispetti. Detto ciò, vale la pena ribadire come i minipimer o frullatori a immersione siano dei ‘caterpillar’ in cucina, in grado di tritare, sminuzzare, frullare qualsiasi cosa gli capiti a tiro, in modo da semplificare anche le preparazioni più complesse che richiedono manualmente lunghe e laboriose elaborazioni. Il difficile si fa facile con questi mixer utilizzati con successo anche per salse e condimenti a base di ingredienti esotici e inconsueti per una cucina alternativa e fuori dagli schemi.  

Ora che li conosciamo un po’ meglio possiamo anche addentrarci nella conoscenza più dettagliata delle ‘membra’ che li compongono. L’impugnatura, ad esempio, che condiziona la maneggevolezza dell’apparecchio anche in base ai materiali impiegati, i migliori sono in plastica o gomma anti-scivolo anche in presenza di acqua o vapore. Occhio, infine, all’alloggiamento delle lame, dalla cui struttura e conformazione dipende in gran parte la bontà del mixer. In base alla loro posizione, infatti, si avrà un trito o un frullato più o meno omogeneo, mentre in caso contrario c’è il rischio che l’apparecchio si intasi per residui che vanno a conficcarsi fra le lame e le pale in movimento.